Carta straccia
Giornalismo straccione per carta straccia antiberlusconiana. Nulla di più e nulla di meno rivela in queste ore l’esercizio diffamatorio al quale si dedicano alcune testate straniere di chiara e famigerata fama al tempo stesso autorevole e cretina. Da ultimi l’ispanico el Mundo, il belga le Soir e l’inglese Guardian, tenacemente impegnati nel travisare ad arte le parole rivolte da Silvio Berlusconi ai bambini e agli adulti sfollati.

E vale pure per le conneries dei francofoni belgi del Soir che sempre ieri hanno inaugurato la rubrica “Berlusconerie” sulla prima pagina del loro sito (ma chi si credono di essere, il Foglio?). “Quindici frasi famose” del premier italiano illustrate con foto e filmati. Prima puntata sul terremoto, con la medesima malizia del Mundo, con lo stesso e rancido falso sul campeggiare spensierato attribuito a Berlusconi. Il tutto contornato da altra spazzatura indifferenziata e già finita in coriandoli di fronte alla forza negletta della verità: le frasi scambiate con Sarkozy che il francese Canal+ aveva decrittato mistificandole – quell’improbabile “ti ho dato la tua donna” al posto di “ho studiato alla Sorbona” – e il più recente “Mister Obama!” di Londra. E via così a dileggiare.
L’obiettivo del giornalismo straccione è sempre il solito ma stavolta sia la cornice – natura morta con rovine abruzzesi – sia il contegno della vittima – la bella prova di misura e fattività offerta dal nostro presidente del Consiglio – sono destinati a cadere come calcinacci sulla testa legnosa dei cretini. I fatti dicono che Berlusconi si sta prodigando senza inganno e senza narcisismo nella sola attività richiesta a un uomo di stato in tempo d’emergenza: va e viene ogni giorno dai campi degli sfollati d’Abruzzo, censisce macerie e immagina soluzioni svelte per far germogliare qualche speranza sui volti allucinati dei sopravvissuti. Dorme poco, ammette lui, ed è il massimo di fatuità imputabile a un ego del quale su questo giornale non manchiamo di segnalare (a volte con costernazione) gli eccessi intermittenti. Ma questa volta proprio no. Anzi, mentre ci specchiamo nell’Economist, che non è il Predellino e solleva dubbi sensati sulla rinascita abruzzese ma giudica le prime mosse del Cav. vigorous and sure-footed, energiche e convincenti, ci pregiamo invece di appallottolare col massimo disprezzo la carta straccia antiberlusconiana.